Adam, tu che mi hai reso scettico
Questa settimana su Facebook è scoppiata la mania dei cartoni animati della nostra infanzia. La scusa dovrebbe essere sostenere la settimana mondiale dell'infanzia, e allora tutti giù a cambiare foto al profilo e a pubblicare sigle di vecchi cartoni. Così abbiamo aiutato l'infanzia e stiamo tutti un po' meglio. Well done! Good job, e meno male che abbiamo cambiato fotine, perché senza fotine non sostenevamo niente, mentre con fotine sosteniamo una cifra.
Vabbè, a parte questo, la mania cartoni animati mi ha fatto scontrare con un "dilemma" che mi affliggeva da ragazzino, di cui ormai da anni mi ero dimenticato, ma che a riguardare la sigla del cartone in questione (He-Man, come avrete capito dal video sopra) riaffiora con prepotenza.
Ecco, ma vi pare normale a voi che a quella mezza cartuccia di Adam, un giorno per caso, non avendo un cavolo da fare, non gli è venuto in mente altro se non sollevare in aria la sua spada, e dire una roba come: "per la forza di Grayskull! La grande forza è con meeee!!". Così, per caso. Senza imbocco di un qualche maestro saggio, senza una profezia o robe simili. Me la giustificherebbero solo come una totale botta di culo!? E no dai! Quando ero bambino, ed ero più intransigente di ora, non la sopportavo proprio questa cosa.
Per un periodo ho anche provato a sollevare in aria oggetti appuntiti, tipo coltelli da tavola o bastoni di legno, e pronunciare frasi del genere, ma non mi sono mai ritrovato pompato, oleato, con i capelli della Carrà e vestito da gay pride. E meno male aggiungerei, però la delusione di non aver ricevuto nessun potere era forte.
Oggi, da ragazzo cresciuto, analizzando la situazione, mi viene da pensare che gli autori della sigla ci stessero sottilmente facendo notare, fin dai nostri primi anni, che nella vita è meglio avere culo che talento, ma forse li sto sopravalutando. Ad ogni modo, mi rode ancora a rivedere Adam che racconta la storiella dei suoi poteri, e tifo sempre più per Skeletorn. Che poi dai, una tigre verde a righe gialle, che si caga in mano a ogni starnuto, è troppo da Adam! Mezza sega!
Giovedì: il giorno della buona musica su Eugenio!
Ivan il gigolò della curva

Si dai, diciamo che siamo tornati attivi. Abbiamo celebrato il nostro ritorno con una foto del caro Ivan che ordina il caffè allo stadio, ma poi viene sbadatamente frainteso dai suoi compagni tifosi e dalle forze dell'ordine italiane, e scatena la bolgia.
Siamo in ferie

Non che freghi qualcosa a qualcuno. O che qualcuno leggerà mai questa comunicazione, e che la cosa possa fare la differenza in nessun modo; ma Eugenio va in ferie.
Eugenio indaga! /The Minzolini identity

Minzolini, chi era costui? Chi si nasconde dietro l'uomo che ha dato un volto alla morte del giornalismo? Dove si nascondeva e cosa faceva prima di far diventare Mario Giordano e il suo Studio Aperto un nobile esempio di cronismo d'assalto e libertà di stampa? E, soprattutto, è sempre stato così o quelli ai quali assistiamo sono solo strascichi di una meningite?
Nessuno finora vi aveva mai fornito, e nemmeno solo sognato di farlo, le risposte a queste domande. Ma Eugenio, paladino della libertà di stampa e informazione, sennò cosa ci sta a fare!? E quindi ecco il nostro eroe impugnare il suo computer, sguinzagliare i suoi informatori, fare un paio di chiamate alle persone giuste, immergersi nel torbido passato di un uomo e, soprattutto, cercare "Minzolini" su Google e Wikipedia. Ed ecco, una scoperta agghiacciante: al nostro indagato hanno dedicato addirittura un neologismo, il cosiddetto "minzolinismo", la cui definizione sarebbe «forma di giornalismo che si basa sulla raccolta di dichiarazioni anche informali di uomini politici, senza alcuna verifica delle informazioni raccolte». Senza alcuna verifica delle informazioni raccolte, l'alibi "meningite" comincia a sgretolarsi.

Ma cerchiamo qualche esempio di minzolinismo, no? Eccone uno: "Il 22 marzo 1994, in un suo articolo su la Stampa apparve una dichiarazione di Luciano Violante, all'epoca presidente della Commissione Antimafia, che rivelava il coinvolgimento di Alberto Dell'Utri, fratello di Marcello Dell'Utri, braccio destro di Silvio Berlusconi, in una inchiesta giudiziaria insieme al boss mafioso Nitto Santapaola. Violante smentì e querelò Minzolini, ma fu costretto a dimettersi per il clamore suscitato dalle sue dichiarazioni. Nel 1996 Minzolini rivelò che l'intervista, nella parte relativa alle dichiarazioni di Violante su Dell'Utri, non era mai avvenuta ed era «frutto di impressioni soggettive determinate da un malinteso all'interno di una conversazione su altro soggetto»". Come come?? Allora, diamo per buono il fatto che uno si inventi di sana pianta delle dichiarazioni che un altro individuo non ha mai rilasciato (lo so, non è facile ma provateci). Fatto? Ammettiamo che queste dichiarazioni sollevino un polverone come pochi se ne sono visti e che il nostro soggetto cominci a rendersi conto che forse stavolta si è un po' fatto prendere la mano. Fatto? Accettiamo che il soggetto si senta la coscienza leggermente sporca e, in uno slancio di sincerità, decida di ammettere di aver probabilmente scritto una stronzata. Fatto? Ecco, avendo fatto tutti gli sforzi possibili e immaginabili per credere nella tua buona fede, caro Minzy forse potevi pagare qualcuno per farti scrivere delle dichiarazioni meglio di «frutto di impressioni soggettive determinate da un malinteso all'interno di una conversazione su altro soggetto»!!! No?? Anche le Veline avrebbero saputo fare di meglio, ne sono (quasi) certo. Questo individuo riesce a farmi sentire in colpa nei confronti di Mario Giordano cazzo!!! Scusami Mario, giuro che non pensavo ci potesse essere uno peggio di te. Mi potrai mai perdonare Giordy? Dai, non fare così, io 'sto Minzolini non lo conoscevo mica. Che ne potevo sapere, mi sembrava così assurdo immaginarmi uno più incompetente di te e invece MI SBAGLIAVO. Lo scrivo in maiuscolo così si nota di più, ok? Però ora non fare così, fammi almeno uno squillo. Tvtttb Giordy!
Era una cosa tipo: meglio un gelato al culo, ecc. Ma io non mi fido

Non so se ve ne siete resi conto. Se non ve ne siete resi conto vi dò io la notizia bomba: è estate, e fa caldo.
Ci tenevo a ricordarvelo perché sembra che la gente se lo dimentichi. Cioè, almeno secondo Minzolini (che è praticamente la versione da prima serata di Franco Trentalance) è una cosa strana.
Io mi sento un po' come il toro-gelato in figura. Magari senza stecco nel culo, che di sicuro non aiuta la sensazione di benessere. Almeno a me.
Certo che siamo diventati un blog veramente inutile. Ci siamo attaccati al caldo in estate. Mi sento come se in questo momento Emilio Fede mi potesse pisciare addosso, e io gli dovrei anche dire grazie: "Grazie Emilio, è temperatura ambiente, considerando il caldo di questi giorni"; "Emilio! Ma hai mangiato gli asparagi?! Non fare no con la testa, si sente! Così non va! La pisciatina all'asparago non me la merito!"
Non abbiamo più un filo di credibilità, e un briciolo di autostima.
Cazzo come invidio il toro-gelato.
Jè morto er gatto

È proprio vero, come ha saggiamente sottolineato il nostro amico Andrea, "stanno a morì tutti!" (anche se non sapete chi sia Andrea, sappiate che l'ha detto, che in genere sà quel che dice, e che in questo caso lo sapeva).
È 'n ecatombe, na catastrofe, na carneficina.
Cadono uno a uno come mosche, i grandi del nostro verde(e marrone e blu, principalmente) mondo!
L'anno passato è toccato a Micheal Jackson (RIP), Mike Buongiorno (RIP), Farrah Fawcett (RIP, a lei non se la fila mai nessuno!),Patrick Swayze (RIP, con casino di rispetto), solo per citarne alcuni.
Questo 2010, ci ha già portato via il povero Dennis Hopper (RIP, "Waterworld" rimarrà sempre la tua perla, almeno nel mio cuoricino peloso), il ribelle dalla faccia da schiaffi più sbarazzina-sbarazzò del cinema, Ronnie James Dio (RIP, anche se non sapete chi sia). Ma Ciccio non ce l'aspettavamo. È stato un fulmine a ciel sereno. Un altro potente che cade. Ci uniamo al cordoglio. Ciccio RIP!
P.s. aspetto con ansia il TG1, per approfondimenti a riguardo.
Eugenio 2.0 (ma anche no)

Va bene, lo ammettiamo, non sappiamo più che inventarci per attirare la vostra attenzione lettorucci snob dei nostri stivali! E’ per questo che, seduti intorno a un tavolo, stiamo studiando delle novità da apportare ad Eugenio.
La prima idea, forse la più semplice, è quella di creare delle rubriche che vi aiutino a risolvere i problemi di tutti i giorni.
Ecco l’elenco delle rubriche che, forse, un giorno vedrete su Eugenio:
- Eugenio, contale! (Rubrica di Matematica)
- Eugenio, ricontale! (Rubrica post-elettorale)
- Eugenio, rimontale! (Rubrica di “Fai da Te”)
- Eugenio, gonfiale! (Rubrica sulla chirurgia estetica)
- Eugenio, sbiancale! (Rubrica di economia domestica, per tutte le mamme che ci seguono)
- Eugenio, mòntale! (Rubrica sulla sessualità)
La seconda idea è quella di trasformare il nostro Eugenio, sfruttando il suo titolo malizioso, a detta di alcuni di voi, in un sito porno in cui vedere i grandi poeti italiani, interpretati da attori del ramo, lasciarsi andare agli atteggiamenti più inverecondi con le loro muse, anch’esse interpretate da professioniste. E quindi, ecco a voi Dante ingropparsi finalmente Beatrice, Petrarca lasciarsi andare in comportamenti lascivi con la tanto agognata Laura e Leopardi fare cose turche con la povera Silvia (solo su di lui abbiamo dei dubbi, sarebbe poco credibile Leopardi che tromba). Avrebbe sicuramente più contatti, zozzoni che non siete altro. Ma Eugenio non ci sta! Ha una moralità lui! Non si abbasserebbe mai a tali livelli!
Vabbè, a pensarci bene, mi sa tanto che ricominceremo a scrivere le solite cazzate.
Eugenio libero!

Ci sono momenti in cui ti ritrovi a pensare che quella lì, per aver (quasi) esaudito un ancestrale sogno erotico di qualche diciassettenne o giù di lì, rischia fino a 12 anni di carcere, e che quell'altro lì invece, che non si capisce neanche che impicci abbia fatto in tutta la sua vita, se ne sta lì bello e beato, e magari gli fanno pure una statua. Che ogni anno nei vari telegiornali ripropongono sempre gli stessi due servizi della serie "E' arrivato il freddo freddissimo che mamma mia brrrr" e "Che cazzarola di caldo eppure strano che l'anno scorso di mercoledì facevano belli belli due gradi in meno eh", che ogni anno ti riprometti di registrarli in modo da poterli confrontare con quelli dell'anno successivo, ma che poi alla fine non lo fai e ogni anno un po' te ne penti. Che non capisci perchè uccidono sempre "il numero tre di Al Qaeda" e come cazzo funzioni 'sta graduatoria di Al Qaeda, se come il ranking ATP o, che so, la classifica settimanale de "La Pupa e il Secchione". Che il tuo bellissimo blog da qualche giorno è ancora più bello, ma che continueranno a non cagarselo neanche di striscio perchè ha una visibilità pari a quella di un tribale sotto al piede, mentre te, magari, volevi essere un giapponese sulla schiena (sempre nell' ambito dei tatuaggi, intendiamoci, non del facchinaggio). Ecco, in momenti come questi ti ritrovi a pensare... che è meglio non pensarci.
Amen.
La ricerca della dignità.
Lo so, adesso sembra che mi sto accanendo con Raz Degan. Sembra che mi sta antipatico, ma non è così. Io gli voglio bene, e voglio che migliori!
E poi, a essere sinceri, se fa cose ridicole, “sono fatti suoi”, come quando beveva lo Jagermeister.
Però poi vedo la pubblicità di Mistero. Vedo che parleranno di vampiri e streghe (ancora?!), vedo che la vogliono buttare sul maligno e l'oscuro, vedo che non ci stanno riuscendo, ma che riescono a mantenere una dignità nel propinarci minchiate. Poi però vedo Raz, e spero che non faccia nulla di stupido. Spero che non parli, che stia li fermo a farci vedere quanto è bello e misterioso. Invece col cazzo! Lo fanno ridereeeee! Gli fanno fare la risata maligna, quella fatta da uno con il cuore malvagio, quella deliberatamente cattiva, quella che gli riesce veramente di merda (se non avete visto la pubblicità, immaginatela ridicola. Quando l'avete immaginata così, pensate che ancora non siete neanche a metà della ridicolaggine effettiva). Raz bastaaaaaaaa! Non ti piegare a qualsiasi richiesta stupida degli autori!
Autore di Mistero: “Raz ,facciamo una pubblicità per la nuova puntata di Mistero. La puntata principalmente sarà su streghe e vampiri. Ci dovresti fare una cosetta. Una cosa semplice da inserire nella pubblicità.”
Raz Degan: “Ok. È sui vampiri? Potrei bere dello Jagermeister!”
A.d.M. : “Che cazzo c'entra con i vampiri?!”
R. D.: “Sono fatti miei!”
A.d.M.: “Dai Raz, poi te lo facciamo bere....però adesso devi fare una risata maligna. Capito? Devi essere proprio cattivo!”
R.D.: “Tipo questa? ArghArrghArrghhhMUassdrggghaeefewf”
A.d.M.: “No, ma tanto meglio di così è dura. E poi durante la puntata sarai vestito con mimetica rosa e cappello da pompiere, quindi la tua credibilità non risentirà di una risata da deficiente.”
R.D.: “Ora lo posso bere lo Jagermeister?”
A.d.M.: “Si si Raz. Bevi il tuo amaro....questo è scemo...”
R.D.: “Cosa? Io sono israeliano, non scemo!”
A.d.M.: “Si si Raz, lo sappiamo. Ci siamo confusi. Senti una cosa...la prossima puntata è sul mistero del chupacabra messicano, una cosa senza senso come al solito. Ci dovresti fare una cosina anche per quella puntata. Dovresti girare nudo per piazza del popolo, truccato da pagliaccio, urlando. Ok?”
R.D.: “Ok. Ma sarò abbastanza misterioso?”
A.d.M.: “Si Raz, sarai misteriosissimo.”
Basta Raz! Devi smetterla! Ritrova la tua dignità!
"Non posso restare seduto in disparte"
In questo momento sono seduto sul water, e non perché non abbia sedie a casa. Anzi, ho una casa incredibilmente dotata di sedie. Se sono seduto qui è perché sto portando a termine quella che potrei indubbiamente annoverare tra le mie attività predilette. Sì, parlo di cacca. Non storcete il naso, so che la fate anche voi, chi più e chi meno regolarmente. Ma la fate. Ah, se la fate! Ma non perdiamo il filo, eccomi qua: seduto, fiero, concentrato, serio e con un obiettivo chiaro. Come il migliore dei giocatori di scacchi. Ma io a scacchi non so giocare, faccio solo la cacca. E in questo ramo, non per vantarmi, ma sono paragonabile senza indugi a Garri Kasparov.Diciamocelo, fare la cacca è uno degli ultimi baluardi della privacy. Anche se è’ da un po’ di tempo che penso che vogliano levarci anche questi piccoli momenti tutti nostri. Ad esempio, sono piuttosto certo che qualcuno abbia, a mia insaputa, montato un sensore che, al più piccolo contatto della mia pelle con la tazza, fa squillare il telefono. O il citofono. Ah, se lo becco! Faccio un casino, se lo becco!
Tornando a noi, reputo ,inoltre, il tempo dedicato a quest’arte uno dei pochi momenti di "quality time" rimasti nelle nostre caotiche e degradanti esistenze. Io, ad esempio, ora sto qui, da solo, senza nessuno che si impicci dei fatti miei, totalmente rilassato e assorto dai miei pensieri. E chi m'ammazza. Peccato che a momenti dovrò tornare alla vita reale e abbandonare questo piccolo angolo di paradiso fatto di maioliche e sanitari. Peccato davvero. Ma altri 5
minuti posso concedermeli, che sarà mai. Qui dentro sono imperturbabile. Più concentrato di Ram Bahadur Bomjon. Finchè sarò qui, sarò al sicuro. Anche se non so esattamente da cosa.
Delle volte, quando sono giù di morale, penso che momenti come questo non me li leverà mai nessuno. Non mi impedirete mai di stare quei dieci minuti in più seduto sul mio trono, no no. Perché quando sei qui, ritrovi il tempo che non hai. Per questo c’è gente che si porta il giornale o il libro, gente che cancella i messaggi dal cellulare o gente che impara a memoria ogni singola sostanza chimica presente nel Vernel. Attività alle quali, probabilmente, altrimenti non ci si dedicherebbe mai. Per intenderci, io sul water mi sono ritrovato a leggere Grazia o Io, Donna.
Improvvisamente, però, un dubbio atroce mi assale: ma scrivendo del mio tempo in bagno sul blog, non distruggo il mio tempio della privacy? E non rischio di risultare volgare? Ma no, tanto qui non ci legge nessuno.
Donate un euro a favore di Raz!

Ho il blocco dello scrittore e non sono neanche uno scrittore.
Non capisco perché, ma a volte mi capita di “vomitare” righe su righe (che mi sembra anche vengano abbastanza bene), mentre in periodi come questo non riesco a scrivere una mazza. Sono poco ispirato e molto impegnato. Una combinazione letale per la mia attività su questo blog.
Poi certo il mio collega non aiuta. Sarebbe bello se in questi momenti di mia quasi completa inattività, ci fosse lui a supplire alle mie mancanze. Invece niente. Peggio di prima.
Allora mi metto sotto e scrivo a caso, proprio come ora. C'è chi ci ha costruito carriere scrivendo o parlando a caso, ci posso provare anche io.
Cercando ispirazione, mi è venuto in mente che ieri sera, per puro sbaglio, ho visto cinque minuti di Mistero con Raz Degan. A proposito di questo mi sento chiamato a sostenere una causa umanitaria: paghiamo un corso di italiano a Raz Degan, e magari poi anche uno di dizione. Visto che tanto s'è capito che deve per forza presentare qualcosa in Italia, almeno che lo faccia senza per forza risultare ridicolo (e non facciamolo "condurre" sempre all'aperto, che in questo periodo fa freddo e mi si ammala). Non lo dico per me, che io Mistero non lo guardo (al massimo mi vedo Voyager con Roberto Giacobbo, che ne spara di cazzate, ma è alto due metri e sà l'italiano, il che è un vantaggio se presenti una trasmissione in Italia), ma per voi che invece lo guardate.
Ora, esaurito il mio appello per Raz, vado in cerca di nuovi stimoli. Vagando su internet, mi rendo conto che oggi sono successe tante cose succulente di cui parlare. Tipo che hanno offerto la copertina di Playboy a una delle amanti di Tiger Woods. No, mi sono sbagliato, non me ne frega niente.
Cerchiamo altro: hanno cacciato Megan Fox dal set di Transformers 3. Ecco, questo una certa rilevanza ce l'ha. É rilevante nel senso che, per quanto mi riguarda, rende del tutto irrilevante l'uscita di Transformers 3. Però finisce qui. Vedete che è il sistema che rema contro. Non posso mica mettermi a parlare di politica o di economia!
É proprio vero allora che sono vecchio e annoiato, che non faccio altro che lamentarmi, stramaledir le donne, il tempo ed il governo.
p.s. Notizia bomba: alla tettona sottosviluppata della pupa e il secchione, è scoppiata una tetta. E ancora che mi lamento per la mancanza di stimoli!
Sogna pelato, sogna!
La verità è che ci manca un po' il tempo per scrivere ultimamente. Allora ripieghiamo su altro, tipo pubblicare video, di cui non abbiamo nessun merito per altro, a parte forse quello di farvelo notare. E in questo caso lo spot è un capolavoro. Il baffone pelato che guida, già un po' lo amo.
[via Freddy Nietzsche]
Pa pa, pa paaaa! Pa pa, pa pa, pa pa, pa paaaaa!
Sono andato a ripescare su Youtube un video di Neri Marcorè che imita Gasparri, che mi ha fatto, e mi fa tutt’ora, molto ridere (qui ne posto solo uno, ma ce ne sono altri e sono tutti spassosi).
Neri Marcorè mi fa ridere spesso(cosa che per molti altri comici italiani, specie di Zelig, Colorado ecc, non posso dire) ma quando fa Gasparri è al suo meglio. Francamente, a parte i giudizi politici che mi tengo per me, penso che anche il vero Gasparri mi starebbe "simpatico". Cioè nel senso che mi farebbe ridere. Mi sembra uno con cui sarebbe spassoso bere una birra, passando il tempo a parlare della Roma e di ragazze. Perché parlare di politica davanti a una birra non è costruttivo. Hitler ne è un chiaro esempio. Se in birreria anziché fare proclami e discorsi, si fosse preso qualche sbronza in più, forse avrebbe evitato all'umanità parecchie sofferenze e magari si sarebbe rimorchiato anche qualche bella bionda, che sicuramente gli faceva bene. A parte questa breve digressione politico/storica, se potessi pagherei Marcorè per averlo fisso in camera che imita Gasparri. Magari mi fa da sveglia con la sigla di porta a porta.
Le scale fanno anche bene al cuore
Io conoscevo al massimo l'amaro, e neanche troppo bene

Ancora oggi, a un quarto di secolo dalla mia nascita, non sono ancora del tutto sicuro che la Basilicata esista. Nonostante questa mia peraltro giustificata ignoranza, ora come ora, ho voglia di visitare la Basilicata.
La voglia di scoprire i territori lucani, in barba al senso comune che consiglierebbe di tentare altro, è nata grazie a Basilicata Coast to Coast, produzione cinematografica nostrana che ho avuto il piacere di vedere qualche sera addietro.
È sempre molto gratificante quando vai al cinema aspettandoti un film carino e poi viene fuori essere un “gioiellino”. Perchè questo non è uno di quei film che mentre lo guardi pensi: “Questo è un filmone!”; però con la sua dolcezza, la sua semplicità, un velo di poesia, e una musica sempre perfetta, ti fa invaghire, ti fa sorridere e star bene.
Può sembrare un clichè e probabilmente lo è, però il viaggio più difficile, ma anche il più appagante, è quello dentro se stessi. Un viaggio importante, che ti cambia la vita, non in maniera radicale, ma che ne cambia un po’ il sapore, può essere anche un viaggio che ti porta semplicemente dall’altra parte della tua bistrattata regione, che non per forza ti fa attraversare il mondo. Quello che è più importante in questo caso non è la metà, che è un contorno, ma è il contorno del viaggio che diventa la metà (passatemi questa forzatura).
Mi ha fatto venir voglia di partire, e di partire in maniera diversa. Ho voglia di fare un viaggio “lento”, ho voglia di vedere e vivere i posti che attraverso, non di lasciarmeli semplicemente alle spalle il prima possibile.
Quello che rende le nostre vite un po’più belle sono le emozioni, le emozioni vere, e quelle non serve andarle a cercare chissà dove; se le puoi trovare in Basilicata le puoi trovare anche dietro casa. Sempre che la Basilicata esista.
Servizio Pubblico: risparmiate la pecunia
Vi proponiamo tre film da non andare a vedere (“Percy Jackson e gli dei dell'olimpo..”, “Fuori controllo”, “Gamer”) e vi spieghiamo perché.
Cominciamo con quello che abbiamo visto prima: Percy Jackson e gli dei bla bla bla. Non so perché lo siamo andati a vedere, e dopo averlo visto la domanda sembra ancora più pertinente (forse nostalgia per la mitologia greca che da piccolo mi piaceva un casino), fatto sta che l’abbiamo visto. Per sintetizzarlo posso dire che parla di un adolescente che scopre di avere poteri sopranaturali (è figlio di Nettuno per la precisione) e, a causa della sua “situazione”, viene mandato a una scuola per ragazzi speciali come lui, da dove poi è costretto a allontanarsi per risolvere problemi più grandi della sua età. Vi ricorda qualcosa? Bè sappiate che un Harry Potter qualsiasi a questo film gli piscia in testa.
C’è tanto di negativo, ma tra le pochezze che mi hanno infastidito di più, a parte la trama, metterei
Capitolo Fuori controllo. È l’unico film del trittico che non abbia a che fare con roba sopranaturale o tecnologie fantascientifiche, il che quantomeno lo rende fisicamente plausibile. E infatti, sommando tutto, è il meno peggio dei tre. È un film assolutamente inutile intendiamoci, però meno degli altri. La trama è sostenibile e il film è sviluppato sufficientemente, però niente di nuovo. Ci sono alcune cose positive come: il faccione di Mel Gibson, che è sempre da duro; la redenzione di Ray Winston, che fa il saputello saccente per tutto il film e però alla fine fa un po’di giustizia, e, ciliegina sulla torta, l’ufficio del cattivo che è veramente una bomba. Vista spettacolare, arredamento curato e ricercato. Ben servito e completo di personale professionale. Giusto sulla posizione ho un po’ da ridire. Non l’avrei collocato sopra un laboratorio nucleare, ma d’altronde, quello era il piatto della casa. Grave pecca è che Mel doveva dare molte più botte e sparare molti più proiettili. Poteva essere un nuovo “Io vi troverò”, ma è un occasione mancata.
Capitolo Gamer. Gamer è il tipico esempio di un film che è stato creato con l’intento di fare un film strano (in senso positivo), che però alla fine è risultato essere semplicemente brutto. Ma spezziamo qualche lancia a suo favore. Ad esempio Gerard Butler spacca il culo a tutti. È letteralmente una macchina da guerra. Gli contrappongono un omone nero, sadico, riempito di steroidi , che dovrebbe essere la sua nemesi, e lui lo umilia ripetutamente facendolo sembrare semplicemente un culturista pirla in preda a attacchi epilettici. Proprio non ce l’hanno fatta a rendere credibile il papà di Chris Rock nel ruolo del cattivo. Poi c’è Amber Valletta che è sempre una bella figa. Vestita da zoccola sta alla grande, che si comporta anche da zoccola tanto di cappello, che poi sia in realtà manovrata da un ciccione, molto sudato, maniaco sessuale, è tutto un altro paio di maniche, e avrei preferito non vederlo. Poi tra il capitolo: “Occasioni mancate”, c’è da annoverare la scena in cui due gemelle teenager ci mostrano le tette. Ecco io non dico che dovevano metterci due maggiorate, perché era poco credibile, però quei quattro capezzoli adolescenziali non facevano una bella impressione. Mi hanno lasciato con l’amaro in bocca e con la speranza che fossero quantomeno maggiorenni. Il resto è quello che è, una trama scontata e delle situazioni un po’troppo sopra le righe. Avevano voglia di fare un film strano e hanno fatto un film stranamente una merda. Spero di farvi risparmiare tempo e denaro.
Coincidenze
Governo polacco, quasi in tutta la sua totalità, muore in seguito ad un incidente aereo in territorio russo. Una tragica coincidenza, come quella volta che costruirono due torri sulla traiettoria di un aereo.
"Da bere cosa prende? ", "Del buon vino grazie!"

Gli esami si avvicinano, più o meno lentamente, e io devo studiare. Lasciamo perdere il fatto che è primavera, e studiare sembra sbagliato perfino metereoligicamente. Tralasciamo il fatto che come dicono i vecchi: gli esami non finiscono mai, perche mi sembra probabilisticamente poco plausibile oltre che crudele, ma concentriamoci sulla “storia” della mia poca voglia di studiare e sul dolore fisico che provo ogniqualvolta prendo in mano degli appunti o dei libri (e non perché pesino tanto, non faccio giurisprudenza).
Fin da ragazzino ho sempre pensato che prima o poi mi sarebbe piaciuto studiare. Piaciuto piaciuto forse no, d'altronde sono sempre stato un bambino realista. Però pensavo che l’avrei fatto con meno sforzo, speravo con meno tristezza interiore. Un po’ come pensavo che prima o poi, anche io, come mio padre, avrei guardato i telegiornali con interesse quasi spasmodico o che avrei pasteggiato con il vino senza desiderare una coca cola, facendo finta di apprezzare quel buon rosso che senza di lui la cena non è una cena.
Ecco: come è successo per i telegiornali e per il vino, la maturità non mi ha tolto il “mal di studiare”, come direbbe il nostro Eugenio che spesso il male di studiare ha incontrato (era il male di vivere lo so, ma a noi piace più così).
Quando facevo le elementari (non nel senso che facevo il manovale e le costruivo, anche perché avevo 6 anni) ero sicuro che probabilmente verso la fine delle medie/inizio liceo, avrei dovuto cominciare a mettermi sotto. Verso la fine delle medie avevo deciso che il periodo per cominciare poteva slittare a metà liceo. Arrivato a quel punto avevo la sicurezza matematica che almeno in quinto, necessariamente prima degli esami, avrei dovuto studiare seriamente e l’avrei anche fatto diciamo con “piacere”.Quel piacere lì non ha mai bussato alla mia porta. E tutto ciò in ogni caso non è cambiato neanche all università. Mi domando quando verrò investito da questa ondata di maturità, che mi farà apprezzare lo studio, sky tg 24 e il vinello al ristorante.
Verlato...và un casino quest'anno
Siccome non ho quasi mai (anzi proprio mai) a che fare con critici d'arte e non ne ho di certo le competenze, quando vado a una mostra e osservo un quadro, per giudicarlo mi baso più sulla prima impressione, sull'impatto visivo. Come quasi tutti i comuni mortali insomma.
Qualche tempo fa abbiamo avuto l’accortezza, come ogni tanto ci capita, di andare a visitare il Macro (museo arte contemporanea di Roma), dove era allestita una mostra chiamata “Apocalispe Wow”. Erano presenti numerosi artisti contemporanei, anche abbastanza famosi, vedi Ron English e Sheppard Fairey, tanto per citarne due; ma tra tutti, nonostante la mostra fosse complessivamente molto bella, ci ha colpito Nicola Verlato, un artista italiano, attualmente di stanza a Nuova York, che non avevamo mai avuto il piacere di conoscere. Per nostra fortuna abbiamo rimediato. Appena entrati nella stanzetta dove erano esposti due quadri e una scultura, abbiamo capito che di lì a poco avremmo sballato, senza usare nessuna droga, il che è anche economicamente vantaggioso. I quadri erano grandi, molto ben illuminati, e l’impatto visivo era forte. Avete presente un trip, un sogno o un incubo, in cui realtà e fantasia si confondono? Ecco, questo ed altro. I colori e le immagini, tremendamente vividi e pieni di dettagli. Buio che si contrappone a luce, incasinatissimo caos, tornado, tempeste, streghe seminude urlanti a cavallo di scope, insieme a ortaggi e lavandini volanti, cocchi trainati da scheletri, chi più ne ha più ne metta, il tutto mischiato in una miscela tremendamente “rock&roll”. Non c'è bisogno che continuo, avete gli occhi per guardare, anche se ovviamente dal vivo è tutta un altra musica.
Se vi capitasse di sentire che c’è qualcosa di Nicola Verlato esposto, andate a darci un occhiata perché ne vale la pena. Io intanto, un Verlato l'ho già inserito nella letterina per Babbo Natale, appena sotto la Lamborghini Gallardo verde pisello, con i cerchi in ceramica bianca tempestati di teschi di scimmia albina . Giusto perchè in questo momento di austerity globale, chiederlo per pasqua sembra brutto.
Uno, nessuno, centomila

Continuano le polemiche sul numero di presenti alla manifestazione indetta dal Pdl il 20 marzo scorso: 1 milione di persone secondo Cicchitto, 150mila secondo la questura, 350mila secondo Alemanno, un sacchissimo di gente secondo Renzo Bossi.
Nino fagli la faccina anche tu!
Proprio oggi, su i400calci, abbiamo scovato questa foto di Nino Frassica impegnato in uno scontro fisico con Johnny Depp, il feticcio di Tim Burton, che come potete vedere dalla foto, ci delizia con una delle sue tipiche faccine (dicesi magnum in questo caso). Dicono che sia una foto scattata sul set veneziano di "The Tourist", nuova fatica del nostro caro Depp e a questo punto, del nostro ancora più caro Frassica. Ma noi non ce la beviamo. Perchè le opzioni evidentemente più papabili, per giustificare questo strano incontro, sono:1) Siamo sul set della nuova stagione di Don Matteo e Johnny Depp, grande amico del Don, si è prestato per un cameo (fiction alla quale, pur non volendo, abbiamo prestato il faccione anche io e il mio collega, anche se sicuramente avranno tagliato la scena perchè siamo due personaggi scomodi).
2) Nino Frassica va abitualmente in giro vestito da carabiniere e ha casualmente incontrato Johnny in pigiama per strada e, stranito dall abigliamento del divo, l'ha placcato per dargli una svegliata.
Io propendo per la 1.
La fama costa c(hi)ara

La fama si paga cara, cara Chiara. Non sappiamo se la stai pagando effettivamente cara, ma il titolo era troppo catchy per soprassedere, non trovi?
Insomma di cosa parliamo? Parliamo di Chiara Ferragni: una ragazza poco più che ventenne, molto bionda, più che trombabile, fashion victim, con quei modi un po’ da (finta) zoccola che "ora vanno un casino!", con un ragazzo di plastica e tutt'intorno un circo fatto di checche superfashion e amicissimissime forever. Messa da parte questa breve e superficiale descrizione, chi è costei? È una cosiddetta "fashion blogger" milanese, passata dal piccolo olimpo della blogosfera a giornali di moda e ospitate in programmi televisivi. Ha cominciato mettendo le foto su flickr e lookbook, aprendo poi un blog tutto suo dove mettere le foto dei suoi "outfits" e commenti di cui il mondo non sentiva assolutamente alcun bisogno. Il mondo no, ma un esercito di teenagers indecise su cosa mettersi sì. Dice di essere appassionata di fotografia (ed effettivamente, spezziamo una lancia in suo favore, sembra esserci una ricerca dell'originalità dietro gli scatti) ma, finchè le foto continua a farsele fare, le consiglierei di mettere da parte i sogni di gloria come fotografa (Chiara devi metterti dietro l'obiettivo, non davanti!). Il colpo di genio avuto dalla nostra biondissima amica è stato, a mio avviso, quello di creare nel blog una sottospecie di universo da fotoromanzo, in cui chiamare i personaggi secondari per nome e far in modo (a quanto pare funziona), che ci si affezioni a questo chiara-mondo e ai suoi fashionissimi abitanti. Allora eccoci alle prese con il fidanzato Richie, con l'amico Greg e ad una carrettata di super-amiche super-fashion con cui condividere estati in barca o pomeriggi di shopping (e se solo si avvicina uno che si chiama Alberto o Fabio gli spariamo a 'sto sfigato!).
E poi cos’è successo? È successo che è scoppiato l’odio per Chiara Ferragni. Io e il mio collega ci siamo domandati perché. Perché la odiate tanto? Cos’ha di tanto odiabile questa fanciulla? È un po’ superficialotta certo. Un po’ egocentrica (ti fai fare tonnellate di fotine l’abbiamo detto), se la sentirà caldissima, avrà forse un gusto opinabile (scusate Coco Chanel in giro per Milano), sarà classista, super materialista, eccessivamente attenta all’aspetto fisico a discapito della grandezza intellettuale, attaccata al marchio, all’apparenza ecc. Ma più di questo? Cioè, io non la conosco e non so se in verità sia una Steven Hawking mischiata con Anna Wintour, o se non sia per niente Hawking e molto Wintour, ma in ogni caso ce ne sono centinaia di ragazze così, più o meno famose. Io ne conosco a tonnellate (le fighette nel sistema internazionale, si misurano a peso).
A questo punto della riflessione ho capito: vi rode un po’ il culo. Vi rode che lei è diventata “famosa”. Invece voi che siete vere fashion victim, che la sapete lunga sullo stile e sulla moda, che siete intelligenti e profonde e che non ve la tirate; a voi non vi si in—la nessuno (o almeno non quanti speriate). Il mondo è ingiusto e decisamente poco meritocratico, che beffa! Ma sapete che c’è? Che a me di Chiara Ferragni, non frega una mazza. Io con Chiara Ferragni non ci voglio avere a che fare (forse per un rapporto carnale occasionale posso fare un eccezione). Voi invece sì. Mi state più sulle palle voi.
L'ulcera mi fa ciao! O anche "amareggiommi"
Ho un forte senso di nausea. Non è una questione fisica, lo capisco, è una questione mentale.
Qualche sera addietro ho visto Invictus, il nuovo film di Clint Eastwood, che, molto sintetizzato, parla di Nelson Mandela e della coppa del mondo di rugby del ’95 in Sud Africa. È un film commovente. Ho resistito a stento a non piangere come un vitello per tutta la durata del film (ma io sono fatto così, mi commuovo spesso). È stata dura e più o meno ce l’ho fatta, ma ovviamente non è questo il punto. Almeno non direttamente.
Tempo dopo la visione del sopracitato film, mi sono trovato a riflettere su un simpatico confronto politico/temporale: mi sono reso conto che in Sud Africa, all’inizio degli anni 90 veniva candidato e poi eletto presidente Nelson Mandela. Mi sono altresì reso conto, che nei primi anni
Esattamente nel momento successivo a questa considerazione, è iniziata la nausea.
Sogni di gloria

Tutti hanno un blog a quanto pare. Beppe Grillo (che tra l’altro non parla mai, ma proprio mai, del suo blog), Antonio Di Pietro (anche se sono piuttosto sicuro che non scriva davvero lui, un po’ perché è scritto in italiano e un po’ perché non credo che ci sia il wi-fi nello studio di Ballarò), Matteo Bordone (se non lo conoscete andate a vedervi il suo blog, Freddy Nietzsche, e dopo vantatevi di conoscerlo), Doretta82 (la 27enne inventata, almeno spero, da Windows Live che ci parla sempre di quanto sia figo girare sulla sua cazzo di Mini a fare shopping e di quanto abbia voglia di dimenticare James), varie migliaia di ragazzine e ragazzini e varie migliaia di sfigati che hanno creato degli account solo per spizzarsi le ragazzine di cui sopra. Sicuramente ho dimenticato qualcuno. Tutto per dire che ora ci siamo anche noi. Non ci leggerà quasi nessuno, ma questo è il vantaggio di essere in due, alle brutte ci leggiamo a vicenda.



